bluetooth dannoso
Le domande sul Bluetooth dannoso per la salute sono legittime da parte di chi è abituato a usare con una certa frequenza le cuffie Bluetooth o altri dispositivi che si basano su questa tecnologia. Vale la pena, quindi, di fare un po’ di chiarezza sull’argomento, soprattutto per evitare facili allarmismi e per prevenire preoccupazioni che, in realtà, non hanno alcuna ragion d’essere. Per prima cosa è bene sapere in cosa consiste la tecnologia Bluetooth: essa serve, sostanzialmente, a collegare apparecchi diversi senza fili. Per esempio, le cuffie Bluetooth sono cuffie che permettono di ascoltare la musica che viene riprodotta da un computer senza che sia necessario collegarle con dei cavi ad esso.

Le classi di potenza del Bluetooth

Poiché si tratta di un sistema sempre più diffuso, anche perché molto conveniente sul piano economico, è chiaro che gli interrogativi sul Bluetooth dannoso siano molto diffusi, in quanto sempre più persone ci hanno a che fare ogni giorno, complice un mercato che propone sempre più applicazioni in questo senso. Va sottolineato che gli apparecchi Bluetooth vengono distinti in tre classi di potenza di trasmissione differenti, denominate 1, 2 e 3. Gli apparecchi che fanno parte della classe 2 e della classe 3 hanno radiazioni deboli, e che non vanno oltre un raggio locale: quasi tutti i dispositivi che devono essere tenuti vicino al corpo sono annoverabili nella classe 2 o nella classe 3. La classe di potenza più forte è la 1: i trasmettitori Bluetooth che ne fanno parte sono in grado di determinare carichi di radiazioni paragonabili a quelle emesse dai telefoni cellulari, sempre che vengano impiegati nelle vicinanze immediate del corpo.

Il Bluetooth è innocuo

Ciò implica che si possa parlare di un Bluetooth nocivo? Assolutamente no, anche perché i carichi di radiazioni che sono provocati da qualsiasi tipo di apparecchio che si basa su questa tecnologia (incluse le cuffie Bluetooth, quindi) sono decisamente al di sotto dei lavori limite indicati dalle normative internazionali. Questo vuol dire che, almeno in funzione delle conoscenze di cui gli esperti dispongono in questo momento, le radiazioni Bluetooth non possono essere considerate in alcun modo un pericolo diretto per l’incolumità e per la salute delle persone. Un dato importante, anche tenendo in considerazione la diffusione dei cosiddetti wearable device, destinata ad aumentare in futuro.
Non è un caso che le applicazioni della classe 2 e della classe 3 non presuppongano alcun tipo di misura precauzionale: misure di questo genere, invece, sono adottate a volte per i cellulari che accedono via Bluetooth a Internet con trasmettitori della classe 1. Ecco perché, nel momento in cui si parla al telefono con questi dispositivi, è preferibile sospendere la connessione a Internet per fare in modo che la testa non subisca un carico eccessivo di radiazioni.

Le misurazioni del Bluetooth

Anzi, oggi si ricorre ai dispositivi vivavoce con Bluetooth ritenendoli ottimi sostituti dei cellulari: al posto del telefono, vicino all’orecchio si posiziona un trasmettitore Bluetooth, che ha il vantaggio di emettere un quantitativo ridotto di radiazioni. Entrando più nel dettaglio, è interessante capire qualche cosa in più a proposito delle misurazioni dell’esposizione. Queste misurazioni relative al carico di radiazioni ad alta frequenza si basano sull’energia radiante che viene assorbita dal corpo per peso corporeo e unità di tempo; l’unità di misura scelta è il SAR, tasso di assorbimento specifico che viene espresso in watt per chilogrammo.

Bluetooth dannoso: gli esperti dicono di no

Secondo ciò che gli esperti sono in grado di valutare in funzione delle loro conoscenze e delle misurazioni a disposizione, qualsiasi radiazione ad alta frequenza che venga prodotta da una rete Bluetooth, a prescindere dal tipo di dispositivo chiamato in causa (cuffie, telecomandi, telefoni, e così via), è da ritenersi non sufficientemente forte da generare per assorbimento sulla salute effetti acuti dimostrabili con un incremento della temperatura. Se è vero che gli effetti atermici, così come quelli a lungo termine, non sono ancora stati studiati in maniera adeguata per motivi più che evidenti (l’introduzione della tecnologia Bluetooth è piuttosto recente), è altrettanto vero che le conoscenze attuali permettono di sostenere con sicurezza che per la salute non ci sono effetti nocivi dovuti agli apparecchi Bluetooth.
Dal punto di vista della regolamentazione giuridica, questi dispositivi vengono ritenuti impianti terminali di telecomunicazione: proprio per questo motivo rientrano nell’ordinanza sugli impianti di telecomunicazione, da cui dipende la definizione delle norme tecniche che devono essere impiegate per valutare le radiazioni elettromagnetiche.

Le cuffie Bluetooth non sono pericolose

In conclusione, niente paura: il Bluetooth dannoso è una leggenda. Ancora meno preoccupazioni, poi, per le cuffie Bluetooth, che possono essere utilizzate in totale tranquillità e senza ansie. Se fino a una decina di anni fa le discussioni relative ai rischi in questo senso erano molto forti, oggi i timori sono quasi spariti.

ultima modifica: 2016-01-25T16:39:12+00:00 da Davide